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Silicon Valley – Diario di bordo #4

Gli ultimi due giorni a INNOVIT hanno avuto il sapore delle esperienze che non si limitano a finire, ma restano addosso. Quelle che ti attraversano, ti stancano, ti entusiasmano e, quasi senza accorgertene, ti cambiano.

Mercoledì 20 maggio è stato il giorno in cui abbiamo avuto la possibilità di guardare negli occhi il mondo degli investitori. Abbiamo cercato di capire cosa osservano davvero quando valutano una startup: non solo i numeri, ma la visione, la solidità, la capacità di trasformare un’intuizione in un progetto reale. Durante il Deployment Lab ci siamo confrontati con professionisti provenienti da realtà come Uber, Siemens, Matson, HappyRobot e dal mondo PropTech. Ognuno di loro ci ha lasciato un tassello, una prospettiva sul mercato americano, una riflessione sulla crescita, un consiglio sulle partnership, una nuova consapevolezza su cosa significhi costruire un modello di business credibile. Nel pomeriggio, con Scott Walbrun di BMW i Ventures, siamo entrati nel cuore del linguaggio degli investitori: unit economics, milestone, fundraising. Parole tecniche, apparentemente fredde, che però raccontano qualcosa di profondamente concreto, ovvero il passaggio delicato tra il sogno e la sua sostenibilità.

Poi è arrivato lo Shark Tank. Per CareViva è stato uno dei momenti più emozionanti dell’intero percorso. Soli tre minuti per raccontare un progetto nato da una visione profondamente umana, cinque minuti per rispondere alle domande di investitori ed esperti. In quel tempo brevissimo c’erano settimane di lavoro, notti passate a correggere slide, dubbi, confronti, fatica e desiderio di fare bene.

Giovedì 21 maggio è stato il giorno del Demo Day, della chiusura e della celebrazione. Abbiamo ascoltato interventi sull’innovazione, sulla proprietà intellettuale e sulle infrastrutture tecnologiche del futuro, per poi vivere il momento conclusivo tra pitch, exhibit e networking.

Torniamo in Italia stanchi, emozionati, grati e più consapevoli. CareViva non è soltanto un progetto: è una promessa, una responsabilità, un tentativo coraggioso di immaginare un futuro più giusto per bambini, famiglie e persone fragili. E questi due giorni ci hanno ricordato che le grandi visioni non nascono mai per caso: nascono da chi ha il coraggio di crederci, anche quando la strada è appena cominciata.

Elisa Fristachi