Il viaggio continua! Mercoledì, dopo il briefing del mattino, abbiamo iniziato a entrare sempre più nel vivo di quello che significa costruire davvero una startup. Il primo intervento della giornata, tenuto da Tanya Montmean e dedicato al tema del fundraising, ci ha orientati su quale capitale raccogliere, quando farlo e da chi: un aspetto che può davvero cambiare il percorso di un progetto. A seguire, abbiamo affrontato il tema del product management nelle tecnologie industriali, soffermandoci su quanto sia fondamentale creare processi solidi e una cultura di prodotto capace di tenere insieme velocità, organizzazione e visione.
Nel pomeriggio, l’energia è salita ulteriormente con la sessione dedicata allo Shark Tank. Abbiamo assistito ai pitch dei vari founder davanti a una giuria di esperti del settore. È stato uno dei momenti più coinvolgenti della settimana: vedere idee diverse confrontarsi in maniera così diretta, dove ogni domanda, osservazione o critica diventava uno spunto utile non solo per chi stava presentando, ma anche per tutti noi che ascoltavamo. È stato un momento prezioso, anche perché la prossima settimana toccherà a noi!
La giornata si è poi conclusa con la Venture Night in Silicon Valley, ospiti di SurveyMonkey: un’occasione importante per conoscere professionisti, founder e persone provenienti da percorsi completamente diversi.
Giovedì, il focus si è spostato su un tema tanto affascinante quanto complesso: costruire un business negli Stati Uniti. Fin dal primo intervento della mattina, tenuto dal vicepresidente di JP Morgan, abbiamo capito quanto entrare nel mercato americano richieda non solo ambizione, ma anche preparazione, adattamento e capacità di leggere un contesto completamente diverso dal nostro. Nel pomeriggio abbiamo partecipato a una sessione dedicata all’implementazione dell’intelligenza artificiale nel mondo fisico.
La giornata si è conclusa con un panel dedicato all’internazionalizzazione del prodotto e alle strategie di ingresso nel mercato statunitense. Ascoltare manager e professionisti che lavorano ogni giorno tra Europa e Stati Uniti ci ha aiutato a capire quanto localizzazione, comunicazione e adattamento culturale siano elementi decisivi per riuscire davvero a entrare in questo mercato. La giornata si è conclusa con il networking, ed è forse proprio questo uno degli aspetti più stimolanti di questa esperienza: rendersi conto che ogni conversazione, anche la più semplice, può trasformarsi in un’occasione per imparare qualcosa di nuovo e guardare il nostro progetto con occhi diversi.
La mattinata di venerdì ci ha portati a visitare il porto di Oakland. Siamo stati accolti da Andre Basler, direttore delle utilities, che ci ha guidati nella comprensione del funzionamento del porto e delle strategie energetiche e infrastrutturali in atto. Prima di rientrare a San Francisco, pausa pranzo da In-N-Out Burger, uno dei simboli della cultura food californiana.
Nel pomeriggio abbiamo visitato uno dei luoghi più storici della città: Alcatraz Island. Ogni spazio raccontava qualcosa, tra storia e immaginazione. A seguire, ci siamo diretti verso uno dei simboli di San Francisco, il Golden Gate Bridge. Vederlo dal vivo, con la luce del tardo pomeriggio e la sua imponente struttura, ha reso il momento indimenticabile.
È passata una settimana e io mi sento già profondamente arricchita da tutto ciò che sto vivendo. Ora inizia il weekend, San Francisco ci aspetta: walking on a dream!
Margherita Riga