Tortora (Intesa Sanpaolo): c’è un ecosistema di innovazione di grandissimo valore
È la Calabria del futuro. Ma soprattutto del presente. Fatto di coraggio, determinazione, costanza. È la Calabria delle idee geniali, nate in una cucina o realizzate e portate avanti in un paese di 800 anime, nell’entroterra catanzarese. La Calabria delle start up, il nuovo tessuto produttivo che vanta imprese oggi conosciute anche oltre i confini nazionali. Laboratori di idee originali nel campo del digitale, delle tecnologie, e persino dell’agroalimentare, cresciute anche grazie al lavoro delle università che in Calabria sono incubatrici di innovazione e al tutoraggio della Regione e del suo ente Fincalabra. Sono imprese che operano nella robotica, nell’elettronica, nella chimica applicata alla cura della pelle, che si occupano di silver economy e longevity, di oreficeria. Per citare solo alcuni esempi, quelli raccontati nel secondo talk serale della summer school “Si può già fare”, organizzata dall’associazione L’orodicalabria a Belvedere Marittimo (Cs). Un appuntamento dedicato all’innovazione, che ha riunito sul palco rappresentanti di istituzioni, di banche, con la “signora delle start up” di Intesa Sanpaolo, Federica Tortora, responsabile innovazione per il Mezzogiorno dell’istituto. Con loro i docenti universitari Gian Luigi Greco dell’Unical e Giuseppe Stigliano.
A raccontare le loro esperienze alcuni dei fondatori di start up e pmi di successo avviate in Calabria. Come Officina orafa, che nel piccolo centro di Cardinale (CZ) mette insieme artigianalità e alta qualità, in un contesto di forte innovazione. Ha inventato un particolare incastonatore di gemme e pietre preziose. Ora punta a produrre l’”oro etico”, ottenuto dal riciclo di componenti elettronici. Piemmegi, invece, è frutto del lavoro di un chimico nel campo della skin longevity: è suo il brevetto di una crema per la rigenerazione della pelle, una carbossiterapia enzimatica naturale che sfrutta una tecnologia al 100% naturale. Ancora, Searcode Srl è un’azienda che produce elettronica di consumo, ha prodotto la prima cover elettronica per smartphone. Todsystem, a Davoli marina, è una start up che punta sulla robotica collaborativa, “presto avremo il primo umanoide”, annuncia Angelica Placanica. Avvocatoflash offre invece servizi legali: 40mila ore di consulenza all’attivo, 250mila utenti ogni mese, 110 gli avvocati a disposizione, dal 2019 ad oggi ha gestito 80mila problemi legali. Dom-ino Labs progetta tecnologie e sistemi per migliorare la cura di pazienti ad alta fragilità, come gli anziani.
“Idee belle e interessanti ce ne sono tante, l’importante è capire se c’è mercato”, il consiglio di Giuseppe Stigliano, convinto che “un prodotto pazzesco può non vendersi da solo”. “Le imprese hanno problemi a consolidarsi, non a nascere – ha spiegato Paolo Praticò, direttore del dipartimento per lo sviluppo economico della regione Calabria -. È importante accompagnarli. Per questo la Regione è entrata nel capitale di molte start up. A giorni poi – ha annunciato – uscirà un altro bando da 15 milioni per nuove realtà”. “In Calabria ho trovato un ecosistema di innovazione di grandissimo valore, ci sono le premesse per lavorare con tutte le start up”, ha assicurato Federica Tortora di banca Intesa, che ha voluto evidenziare anche l’impatto sociale di molti progetti. Per tutti le parole d’ordine per realizzare imprese di successo sono coraggio, impegno, perseveranza. Oltre ad una certa dose di realismo, utile ad adattare le idee alle richieste del mercato. “Unical guida molti progetti – ha ricordato Gian Luigi Greco – all’attivo ha già 50 brevetti e due incubatori. Collaborare è importante, cerchiamo di accompagnare i nostri studenti che scelgono di fare impresa”.