L’obiettivo è ambizioso: accelerare i tempi degli studi clinici sui farmaci, in modo da farli arrivare prima sul mercato, migliorando anche efficacia e sicurezza dei trattamenti, ad esempio nel campo della gestione del dolore. È la sfida di Heremos, la startup vincitrice dell’XPitch all’Università Magna Graecia di Catanzaro, seconda delle tre tappe negli atenei calabresi pensate e organizzate da L’orodicalabria.
Dalla storia personale all’innovazione
Giulia Di Tomaso è la cofondatrice insieme al fratello Alessandro. Al loro fianco lavorano ricercatori del Campus Bio-Medico di Roma. All’origine del progetto c’è una vicenda familiare dolorosa: la leucemia mieloide acuta, un tumore del sangue aggressivo che ha colpito la madre, oggi fortunatamente guarita dopo un trapianto. È durante questa esperienza che i due fratelli hanno maturato la scelta di impegnarsi per accelerare i processi di ricerca.
Alessandro si è sempre occupato di gestione dei dati, mentre Giulia è un’ingegnera biomeccanica: “La nostra missione – spiegano – è rivoluzionare il settore dei trial clinici, migliorando il tasso di successo degli studi e accelerando lo sviluppo di terapie mirate. Siamo in grado di raccogliere dati fisiologici con una precisione 40 volte superiore agli standard attuali e abbiamo una piattaforma proprietaria di intelligenza artificiale per individuare nuovi biomarcatori digitali. Il nostro obiettivo è sviluppare biomarcatori capaci di supportare il percorso che porta alla certificazione dei farmaci, offrendo alle case farmaceutiche la possibilità di ridurre i rischi di insuccesso e accelerare i tempi di immissione sul mercato”.
Crescita, sfide e riconoscimenti
Heremos ha mosso i primi passi nel 2021: “Nella fase iniziale siamo stati supportati da Invitalia, grazie a un loro finanziamento”. Oggi la startup è tra i beneficiari delle risorse che la Regione Calabria ha destinato ai giovani imprenditori. Nel suo percorso ha ottenuto riconoscimenti e ha lavorato anche all’estero, oltreoceano.
“Puntiamo però a far crescere la nostra impresa in Italia. Ci stiamo affermando ma abbiamo bisogno di finanziamenti. Nel nostro Paese serve un cambio di mentalità sulla ricerca: bisogna convincersi che la strada è quella di diventare autosufficienti. Si può fare impresa anche da noi, ma è necessario unire le forze”, è l’appello di Giulia Di Tomaso.
Oggi Heremos può contare su collaborazioni importanti, dal Politecnico di Milano al Gemelli di Roma, fino a Farmindustria. Un percorso in crescita, ma non privo di difficoltà: “Per introdurre prodotti innovativi in un mercato sempre più competitivo serve tempo, e il tempo ha un costo”.
Dalla tappa di Catanzaro di XPitch, Giulia Di Tomaso è uscita vincitrice tra le startup partecipanti, ottenendo come premio sessioni di mentoring e tutoring messe a disposizione da Harmonic Innovation Group.